venerdì 10 luglio 2009
mercoledì 8 luglio 2009
OCCUPATO IL RETTORATO A FIRENZE
OCCUPATO IL RETTORATO A FIRENZE
CONTRO LA REPRESSIONE
All'alba della mattinata del 6 luglio sono stati arrestati 21 compagni (12
a Torino, 3 a Padova, 4 a Bologna, 1 a Milano, 1 a Napoli), in seguito agli
scontri avvenuti il 19 maggio scorso a Torino, durante lo svolgimento del
G8 University Summit.
Il 7 luglio altri arresti, altri fermi. A Roma 36 fermi dei quali 8 sono
stati tramutati in veri e propri arresti. A Firenze sono stati fermati 5
ragazzi mentre passeggiavano verso la stazione ed erano in procinto di
prendere il treno per Roma e partecipare alla manifestazione contro il G8.
Per rispondere a questa ondata di repressione e richiedere il rilascio di
tutti i compagni è stato indetto un presidio per il 7 luglio alle 18.00
sotto la Prefettura, presidio che in pochissimo tempo si è popolato fino a
contare un centinaio di persone. Dalla prefettura, scandendo cori, ci siamo
diretti in corteo alla questura, che abbiamo presidiato sino al rilascio
dei compagni fiorentini avvenuto intorno alle 21.00.
Come se non bastassero le cariche, le leggi restrittive del diritto di
sciopero e di manifestazione, il pacchetto sicurezza ed il clima
emergenziale creato in vista del G8, questi arresti stanno a ricordarci
quanto la repressione si stia alzando in questi ultimi mesi, colpendo chi
si è opposto al tentativo di “farci pagare la crisi”.
...chi colpisce...
.
Gli studenti hanno dimostrato di saper rispondere in quelle giornate di
luglio, in maniera conflittuale ed organizzata, a quelle che sono le
ricette padronali per l'Università: una ricerca asservita alle imprese, un
sapere modulare e quindi produttivistico e dequalificato, una selezione di
classe a più livelli, la creazione di Università a due velocità, la
conservazione del sistema baronale. Questo gruppo sociale si è sollevato
un po' in tutta Europa, dalla Francia alla Grecia, dalla Germania ai Paesi
Catalani, dall'Italia alla Spagna, ed ha avuto come obbiettivo quello di
affossare le riforme degli ultimi dieci anni, di sdoganare la ricerca e la
formazione dagli interessi delle imprese, interessi divenuti legge grazie
all'applicazione progressiva del Processo di Bologna, che quest'anno ne ha
compiuti dieci. Non è un caso che siano per la maggioranza studenti i
compagni arrestati.
...e perchè...
La classe al potere teme che il conflitto sociale si estenda dal mondo
della scuola e dall'Università al mondo del lavoro, ugualmente e più
profondamente colpito dalla perdita di diritti collettivi e di salario
reale per salvare i profitti altrui. Il G8 rappresenta uno dei momenti in
cui tutti i rigagnoli delle lotte (da quelle studentesche a quelle sul
lavoro) confluiscono in un'opposizione politica unica ai “padroni della
Terra”. È un'occasione per dare forma ad una conflittualità e ad un
disagio latente che può unire sotto la stessa parola d'ordine studenti e
lavoratori. No al G8 dei padroni. Gli arresti, avvenuti a pochi giorni dal
controvertice internazionale de L'Aquila, costituiscono una chiara
intimidazione per tutti coloro che vorranno criticare fino in fondo questo
sistema socio-economico, che ci espropria del nostro tempo, del nostro
lavoro, della nostra intelligenza.
OGGI ABBIAMO OCCUPATO IL RETTORATO PER RICHIEDERE IL RILASCIO IMMEDIATO DEI
COMPAGNI, PER RIBADIRE CHE ESSI, COME TUTTI NOI, LOTTANO PER RESISTERE ALLE
POLITICHE DI GESTIONE INTERNAZIONALE DELLA CRISI DEL CAPITALISMO, AGITE DAL
G8, CONTRO LE CLASSI PIU' DEBOLI DELLA POPOLAZIONE. PERCHE' COME STUDENTI
ERAVAMO INPIAZZA A TORINO A MANIFESTARE, ED IN PIAZZA TORNEREMO.
LIBERI TUTTI LIBERI SUBITO
LA LOTTA NON SI ARRESTA!!!
Studenti Autorganizzati di Firenze
links: collettivopolitico.noblogs.org - alt-aut.noblogs.org -
www.red.net.it
martedì 23 giugno 2009
FIRENZE PRO IRAN
Solidarietà al popolo iraniano
In Iran ed in particolare a Tehran continuano le proteste scatenate dall’assegnazione fraudolenta ad Ahmadinejad di una schiacciante vittoria nelle elezioni presidenziali. Da domenica 14 giugno diverse decine di migliaia di donne e uomini, molti giovani ma non solo, che si erano precedentemente attivati per sconfiggere Ahmadinejad nelle urne, prima scendendo nelle piazze e poi votando per Mousavi ed alcuni altri candidati, stanno manifestando tenacemente per denunciare il furto del proprio voto e ottenere nuove e più pulite elezioni. Le mobilitazioni hanno raggiunto picchi molto alti, passando abbondantemente il milione di persone, e sono continuate ogni giorno in molte città dell’Iran nonostante una feroce e violenta repressione da parte della polizia e delle milizie armate filogovernative dei Basij che ha portato al ferimento e alla morte di un numero elevatissimo di manifestanti e all’arresto di molti altri, come ci testimoniano anche i numerosi filmati e foto che ci arrivano tramite internet. Ma solo una esigua parte di queste testimonianze ci possono arrivare a causa di una censura molto forte ed estesa messa in atto dal governo iraniano, rendendo estremamente difficile ed in alcuni casi quasi impossibile comunicare ed avere notizie della situazione a Tehran e nel resto del paese. Ciò nonostante ci giungono immagini di questa repressione che con violenza estrema schiaccia un popolo che manifesta per l’affermazione e la difesa dei propri diritti civili e fondamentali che gli sono stati negati così a lungo.
Per questo i cittadini e gli studenti iraniani di Firenze, in solidarietà al popolo iraniano impegnato in questa dura e coraggiosa lotta , vi invitano ad aderire alla manifestazione indetta per il giorno:
25 giugno 2009 ore 18:00
In Piazza Ghiberti - FIRENZE
per chiedere il non riconoscimento del governo Ahmadinejad, nuove elezioni sotto la supervisione di osservatori internazionali e la cessazione della violenta repressione del popolo iraniano.
lunedì 22 giugno 2009
IRAN, NEDA SOLTANI MUORE, PER LA LIBERTA'.
LA MORTE DI NEDA SOLTANI, RAGAZZA UCCISA NEGLI SCONTRI A TEHRAN.
! ATTENZIONE IL CONTENUTO DI QUESTO VIDEO POTREBBE ESSERE SCONSIGLIATO PER LA SUA VIOLENZA !
venerdì 19 giugno 2009
LUNA DISTRO - PROSSIME INIZIATIVE
GIOVEDI' 25 ore 21.30 proiezione di "Parole sante" di ascanio celestini
Roma. Quattromila lavoratori precari attraversano ventiquattro
ore al giorno il portone di un'anonima palazzina. Una fabbrica di
occupazione a tempo determinato.
Tra di loro operatori telefonici hanno organizzato scioperi,
manifestazioni, scritto un giornale... ma sono stati licenziati.
Qualcuno poteva salvarsi e accettare un lavoro pagato 55O euro
al mese, ma “noi non siamo mica il Titanic- dicono – non
affonderemo cantando”.
Parole sante! Rispondo io.
DOMENICA 28 ore 21.30 proiezione di "U stissu sangu" di francesco di martino e sebastiano adernò
Il film ripercorre le tappe fondamentali che, in maniera diversa,
affrontano gli immigrati che approdano sulle coste siciliane: il viaggio e lo
sbarco, la prima accoglienza e il problema della casa, il lavoro e
l’integrazione. Le storie si incrociano e a volte si scontrano con quelle
della nostra realtà: la Guardia Costiera che li recupera in mare, il medico
che presta loro i primi soccorsi, il reporter che segue le loro vicende,
l’imprenditore che li prende a lavorare nei campi, il personale della
comunità che li ospita, lo “sconosciuto” che pure assiste al rito di
commemorazione di quelli tra loro che sono morti in mare.
Roma. Quattromila lavoratori precari attraversano ventiquattro
ore al giorno il portone di un'anonima palazzina. Una fabbrica di
occupazione a tempo determinato.
Tra di loro operatori telefonici hanno organizzato scioperi,
manifestazioni, scritto un giornale... ma sono stati licenziati.
Qualcuno poteva salvarsi e accettare un lavoro pagato 55O euro
al mese, ma “noi non siamo mica il Titanic- dicono – non
affonderemo cantando”.
Parole sante! Rispondo io.
DOMENICA 28 ore 21.30 proiezione di "U stissu sangu" di francesco di martino e sebastiano adernò
Il film ripercorre le tappe fondamentali che, in maniera diversa,
affrontano gli immigrati che approdano sulle coste siciliane: il viaggio e lo
sbarco, la prima accoglienza e il problema della casa, il lavoro e
l’integrazione. Le storie si incrociano e a volte si scontrano con quelle
della nostra realtà: la Guardia Costiera che li recupera in mare, il medico
che presta loro i primi soccorsi, il reporter che segue le loro vicende,
l’imprenditore che li prende a lavorare nei campi, il personale della
comunità che li ospita, lo “sconosciuto” che pure assiste al rito di
commemorazione di quelli tra loro che sono morti in mare.
giovedì 18 giugno 2009
CONTRO IL CIE DI CAMPI
NO AI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE
FERMIAMOLI A CAMPI CHIUDIAMOLI OVUNQUE
Nabruka Mimuni si è impiccata nel Centro di Identificazione ed Espulsione
(CIE) di Ponte Galeria (Roma). Nabruka aveva 49 anni, un marito, un figlio
e viveva in Italia dal 1991. Il giorno dopo la sua morte sarebbe stata
rimpatriata nel suo paese d'origine, la Tunisia.Era stata fermata il 24
Aprile e rinchiusa in un lager di stato chiamato CIE perchè sprovvista del
permesso di soggiorno.I CIE non sono altro che i “vecchi” CPT (Centri
di Permanenza Temporanea) ossia delle carceri-lager in cui gli immigrati
possono essere rinchiusi fino a 6 mesi, in attesa dell'espulsione, senza
aver commesso alcun crimine e senza poter usufruire del diritto alla
difesa.
La mattina stessa in cui le compagne di cella trovavano Nabruka impiccata
in bagno, il ministro degli Interni Maroni si vantava degli oltre 200
migranti deportati direttamente in Libia senza neanche passare dal
territorio italiano. Si vantava in pratica di “esternalizzare” la
tortura visto che i migranti hanno più volte raccontato di stupri,
torture, sevizie subite nelle carceri libiche. Contemporaneamente il
partito di Maroni, la Lega Nord, in pieno delirio razziale, proponeva posti
riservati ai milanesi sulle metropolitane.Sempre nelle stesse ore il
governo si apprestava ad introdurre il reato di clandestinità e a portare
da due a sei mesi il tempo di reclusione nei CIE.
Già da alcuni mesi il Governo ha individuato in Campi Bisenzio, nella zona
dell'Indicatore, una delle possibili aree in cui far sorgere un nuovo
CIE/CPT.
Ovviamente molti esponenti di centro-destra, in piena campagna elettorale e
aiutati dal terrorismo mediatico di molti giornali e televisioni, si sono
immediatamente detti favorevoli, pronti a cavalcare e fomentare “paure”
ed “emergenze” per costruire brillanti carriere elettorali e solide
politiche repressive.
Dovranno fare i conti però con tutta quella parte della popolazione che
non è disposta a criminalizzare una persona solo perchè immigrata e priva
di un pezzo di carta. Dovranno fare i conti con chi non è disposto a stare
a guardare le ronde, il razzismo di stato, i nuovi lager, le leggi
razziali,.....
Dovranno fare i conti con quei settori sociali che non sono disposti ad
accettare una “guerra tra poveri” che dovrebbe coprire le
responsabilità di chi la crisi economica che stiamo vivendo prima l'ha
causata e adesso ci specula sopra.
Per questi, e per tanti altri motivi, ci opporremo con ogni mezzo
necessario alla costruzione di CIE/CPT a Campi Bisenzio.
Fermiamoli a Campi, chiudiamoli ovunque.
- SABATO 20 GIUGNO -
DALLE 17.00
NEI GIARDINI DI VIA PETRARCA a CAMPI BISENZIO
FESTA POPOLARE CON MERENDA, ANIMAZIONE PER BAMBINI, TEATRO, MUSICA, CENA E
SPETTACOLI ETNICI,...........
DOVE C'E' PARTECIPAZIONE E SOCIALITA' NON SERVONO RONDE E CIE
CANTIERE SOCIALE CAMILO CIENFUEGOS (CAMPI), CPA FI-SUD, MOVIMENTO DI LOTTA
PER LA CASA, CSA nEXt EMERSON, ASSEMBLEA DE* INSICUR*,RETE DEI COLLETTIVI
DEGLI STUDENTI MEDI FIRENZE COLLETTIVO POLITICO DI SCIENZE POLITICHE, ALT.
AUT. LETTERE, PERUNALTRACITTA'
TOSCANANOCIE.NOBLOGS.ORG
lunedì 15 giugno 2009
APPROVATO IL DECRETO GELMINI
Manifestazione DOMANI
martedì 16 Giugno
h21.00
Piazza Santissima Annunziata
FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e Gilda degli Insegnanti organizzano una manifestazione in risposta agli ultimi disastrosi provvedimenti del governo, che nei prossimi anni ridurranno ulteriormente i finanziamenti alla scuola pubblica, con conseguenti riduzioni di orari e sperimentazioni nei licei. Segue la piattaforma ufficiale:
Le OO. SS. hanno deciso di prendere l’iniziativa per informare e coinvolgere le famiglie, i lavoratori, gli studenti, le istituzioni sulle conseguenze sciagurate dei provvedimenti del Governo e in particolare:
- il decremento degli organici della scuola primaria e della scuola media con la conseguente impossibilità di garantire progetti individualizzati, integrazione degli alunni stranieri, potenziamento dell’offerta formativa;
- la riduzione consistente di organico nella secondaria superiore nonostante il rilevante aumento di alunni;
- un numero elevato di perdenti posto – a fronte di tantissimi spezzoni non costituenti posto - con i connessi problemi di mobilità territoriale e professionale;
- la formazione di numerosissime classi con un numero di alunni superiore ai tetti previsti dalla normativa sulla sicurezza;
- la cancellazione, al momento, di ogni prospettiva di stabilizzazione del personale precario, privo di ogni forma di ammortizzatori sociali;
- la sempre più incresciosa situazione finanziaria delle scuole che, pur vantando crediti per migliaia di euro verso il Ministero dell’Economia, sono ormai al di sotto delle possibilità minime di funzionamento;
- lo stato di illegittimità dei processi messi in atto per l’avvio del prossimo anno scolastico, in assenza di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei Regolamenti attuativi dell’art. 64 L. 133/08;
- il taglio indiscriminato del personale ATA, che porta pregiudizio non solo al buon funzionamento delle segreterie delle scuole, ma anche alla stessa possibilità di apertura e vigilanza delle sedi scolastiche.
Firenze, 5 giugno 2009
FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – GILDA
della Provincia di Firenze
mercoledì 3 giugno 2009
martedì 26 maggio 2009
Berlusconi sei un mafioso? Rispondi! (”la Padania” 1998)
E’ passato ormai quasi un anno da quando pubblicai i link agli articoli del quotidiano “la Padania” risalenti al 1998 in cui Silvio Berlusconi veniva accusato in maniera circostanziata di essere colluso con la mafia e la Fininvest essere nata da cosa nostra.Ricorrerendo all’archivio storico di Internet (archive.org) riuscii infatti a risalire al testo di quegli articoli ormai introvabili.
Il post viene letto tutt’ora forse perchè il fatto che “la Padania” fino a qualche anno fa accusasse il Premier di essere un mafioso è una circostanza che induce alla riflessione quella parte degli Italiani che pur essendo simpatizzante di Silvio Berlusconi non è stata completamente rimbambita dalla propaganda di regime trasmessa dalle TV controllate dallo stesso individuo.
Pochi giorni fa ho ricevuto un contributo inaspettato (e graditissimo) da un lettore che scrivendo dalla biblioteca centrale dell’Emilia Romagna si è procurato alcune copie cartacee di quelle edizioni de “la Padania”.
Ve le ripropongo così come le ho ricevute invitandonvi prima a leggerle e poi a farle girare il più possibile.
Potreste magari anche stamparle per fare uno scherzo a qualche amico lobotomizzato facendogliele leggere per poi divertirvi a fargli indovinare la fonte: Travaglio? Ricca? Martinelli? Grillo? No… La Padania!!!
FONTE: ALAIN.IT
mercoledì 20 maggio 2009
lunedì 18 maggio 2009
Le forze dell'ordine caricano ed effettuano alcuni fermi
Torino: disordini al G8 dell'università
Gli studenti hanno lanciato fumogeni e uova contro la polizia schierata al castello del Valentino
TORINO - Disordini al G8 dell'università, in corso di svolgimento a Torino. Gli studenti dell'Onda, circa un centinaio, hanno infatti lanciato fumogeni e uova contro il cordone di forze dell'ordine schierato a difesa del castello del Valentino, la sede della facoltà di architettura dove si svolge il vertice. La polizia ha replicato con una carica che ha respinto i manifestanti fino in corso Marconi, dove i manifestanti hanno bloccato la strada rovesciando cassonetti della spazzatura e steso fili tra i semafori in corso D'Azeglio. Molti negozi hanno abbassato le saracinesche. Gli studenti dell'Onda hanno esposto uno striscione con la scritta «A Torino c'è Profumo di marcio» che fa riferimento al rettore del Poliltecnico, Francesco Profumo, tra gli organizzatori del G8 sull'università. Le forze dell'ordine hanno fermato tre studenti (un ragazzo e una ragazza greci, senza precedenti penali e rilasciati poco dopo, e un italiano) per accertamenti e identificazioni. I compagni hanno dato vita a un corteo per chiedere il loro immediato rilascio: lasciata la stazione di Porta Nuova, ha proseguito per piazza Carlo Felice, dove c'è stata un'altra piccola carica delle forze dell'ordine, via Roma, piazza San Carlo, piazza Castello e via Po, dove ha raggiunto il Rettorato. Secondo l'Onda nel corso degli scontri due giovani avrebbero riportato ferite alla testa e alle braccia. Entrambi sono andati all'ospedale Mauriziano. Anche un agente di polizia è andato in ospedale per farsi visitare per alcune contusioni.PRECEDENTI - Già venerdì della scorsa settimana c'erano state proteste a causa della decisione del rettore di chiudere per tre giorni alcune sedi universitarie.
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